L’arrivo in Francia

E finalmente, la partenza

Premessa, fino a quel giorno non avevo mai vissuto da sola, né avevo intrapreso da sola qualsiasi attività più avventurosa di prendere un treno. Pur avendo studiato fuori sede, avevo sempre abitato con gente che conoscevo, e mi ero sempre appoggiata a loro o alla mia famiglia per questioni pratiche che non riuscivo o non avevo voglia di sbrigare. Non avevo mai pagato una bolletta o avuto una vera carta di credito, non avevo nemmeno internet sul telefono. Insomma, non ero una vera e propria schiappa, ma nemmeno una persona adulta e indipendente e, sopratutto, fare cose nuove mi provocava uno stato di ansia, ragione per cui spesso evitavo di farle.

Quindi l’idea di partire da sola e vivere in un paese straniero mi faceva abbastanza paura, in particolare per quanto riguardava l’organizzazione pratica.

Per preparare la valigia e capire cosa portarmi ci impiegai circa una settimana e fu un po’ un’impresa. Non avevo mai preso un vero e proprio volo da sola fino ad allora e seppure fossi stata tante volte in aeroporto, avevo sempre lasciato che fossero gli altri a mostrarmi i passi da seguire.

Tra le mie principali ansie c’erano: bagagli che non venivano accettati, aereo perso o addirittura preso ma per un’altra destinazione a caso, cellulare che non funzionava o che si rompeva, bus, nel caso fortunato in cui fossi arrivata almeno all’aeroporto di Bruxelles, ovviamente perso o sbagliato e, sopratutto, arrivare in Francia e rendermi conto di aver dimenticato di portare qualche oggetto di importanza vitale, dovendo quindi rimpatriare immediatamente.

E invece, arrivai sana e salva a Lille, alla fermata degli autobus dove il mio Tutor, Isam, mi aspettava.

A titolo informativo devo dire che per gli apprensivi come me lo SVE offre il non secondario vantaggio che l’associazione ospitante provvede a praticamente tutti gli aspetti pratici della vita quotidiana del volontario: organizzare il viaggio di andata e ritorno, trovargli un alloggio, pagare affitto e bollette, aiutarlo a aprire un conto bancario, a fare l’abbonamento telefonico e quello dei mezzi ed è il suo punto di riferimento per ogni problema o imprevisto. E’, insomma, un progetto adatto anche per i 18enni che lasciano casa per la prima volta, oltre che per i 27enni un po’ insicuri come ero io allora.

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Mercatino di libri usati a Lille

L’impatto

Il giorno del mio arrivo il mio Tutor e il direttore del centro dove avrei fatto lo SVE sono venuti a prendermi a Lille, il capoluogo della regione Nord Pas de Calais, città molto bella e vivace. Quel giorno a Lille si teneva la Braderie, l’evento più importante della zona: un grande mercato all’aperto con concerti; artisti di strada e street food. I miei ospiti erano orgogliosi e ci tenevano a mostrarmi questa importante tradizione, trascinandomi in giro, portandomi a mangiare il piatto tipico (cozze e patatine) mentre io… volevo solo andare a casa!

Ero distrutta dai preparativi per la partenza nonché dalla tensione accumulata, e quando arrivai nella mia camera non ebbi che la forza di incontrare frettolosamente i miei coinquilini (tre ragazzi francesi molto più giovani di me) e buttarmi a letto.

Il giorno dopo Isam venne a prendermi e mi porto’ alla sede dell’associazione per presentarmi ai miei futuri “colleghi”. Io stavo malissimo, mi era venuta un’infezione intestinale, forse causata dalle cozze, e dopo poco chiedetti di poter tornare all’appartamento dove passai il resto della giornata a vomitare.

Probabilmente quel giorno Isam avrà pensato che sarei rientrata in Italia dopo una settimana, e invece era il primo giorno di nove lunghi mesi.

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Il Nord Pas de Calais visto dal treno

Se volete leggere i capitoli precedenti di questa “storia” eccoli :

Perché partire?

La ricerca di un progetto

Il progetto diventa concreto

6 pensieri su “L’arrivo in Francia

  1. Quindi sei ancora nel nord della Francia? Continuerò a seguire il tuo racconto! A proposito di braderie, anche io e mio marito arrivammo dall’Italia a Lille il giorno della braderie, con la macchina piena di vestiti e scatoloni vari, fu un incubo perchè ovviamente le uniche strade che conoscevamo erano chiuse, un sacco di traffico e insomma al primo impatto l’abbiamo odiata 🙂 L’anno dopo invece ci siamo andati e l’abbiamo apprezzata 🙂

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